sabato 10 ottobre 2009

Biciclette

Io che dal 2004 dormo nello stesso letto da fuorisede.
Cinque quasi sei anni sono tanti,cinque quasi sei anni in cui fai tutte le tue cose, ma stando sempre nello stesso posto e intanto guardi gli altri,quelli che non mettono radici, che provano a vivere diversamente in francia in portogallo, in svizzera in inghilterra, a barcellona. E li invidi anche se sai di non essere di quella stessa pasta, che se ti dicessero "vai!",allora andresti, ma quanto al sceglierlo da sola,beh quello lo eviti spontaneamente. E ti chiedi se ha avuto senso,se è stata la scelta giusta quella di attaccarsi tenacemente a Bologna. Hai voluto la bicicletta,pedala!Osti,se sto pedalando senza mollare un colpo. Ma a volte che fatica,che noia Bologna con il suo medioevale posticcio,col finto gotico dei primi del '900 con gli studenti salentini fuorisede che si portano lu mare e lu ventu e credono che basti un giro di pizzica. Bologna quando ci torni in agosto è sudata,sciupata e stanca. Avrebbe bisogno di calma e di pausa,ma non se ne accorge,non si guarda allo specchio continua a macinare il suo mito.
Intanto continuo a rispondere a decine di mail di aspiranti studenti che chiedono se dopo troveranno lavoro,se potranno diventare registi, attrici veline.E io che la butto sulla preparazione teorica e critica e storica e filosofica che questa scuola fornisce, per glissare sui dati d'impiego a 5 anni dalla laurea che prevedono piccole percentuali di soddisfazione. E mi dico che io sei anni fa avrei fatto le stesse domande,anzi no ne avrei fatte di peggiori. O meglio non ne ho fatte affatto.

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