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martedì 29 dicembre 2009
gli infissi sopravvivono
Oggi camminavo a pochi metri da quella che è stata la casa di mia nonna. La famiglia che l'ha comprata, i vicini di casa, quelli che sono stati sempre dietro alla Orsola, i nipoti ideali, quelli la cui figlia minore aveva un nome diverso dal mio ma mia nonna si confondeva a volte, ma a me non importava.
La famiglia il cui figlio maggiore ha detto da subito "la casa la compro io" ma poi ha avuto problemi economici con lo studio odontoiatrico in cui è impiegato o era impiegato. Il cristian alla fine i soldi li ha trovati. E con quella casa è stata pagata la mia università. E l'hanno ristrutturata, ma gli infissi delle finestre sono rimasti gli stessi, poveri freddi e spigolosi da ufficio pubblico dei primi anni ottanta. Ci sono rimasta secca nel rendermi contro che gli infissi sopravvivono a lungo.
La famiglia il cui figlio maggiore ha detto da subito "la casa la compro io" ma poi ha avuto problemi economici con lo studio odontoiatrico in cui è impiegato o era impiegato. Il cristian alla fine i soldi li ha trovati. E con quella casa è stata pagata la mia università. E l'hanno ristrutturata, ma gli infissi delle finestre sono rimasti gli stessi, poveri freddi e spigolosi da ufficio pubblico dei primi anni ottanta. Ci sono rimasta secca nel rendermi contro che gli infissi sopravvivono a lungo.
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domenica 8 novembre 2009
circolo grimau
La sera del 13 dicembre 1964 Pasolini è a Brescia. Lo ha invitato un circolo cittadino, il Grimau, a parlare di marxismo e cristianesimo
La stessa sera mia madre tre strade più in là ha 12 anni e mezzo e gioca con i regali di Santa Lucia. Lo stesso mio padre, in un paese della provincia. Lui di anni ne ha tredici e fa e l'anno prossimo andrà alle magistrali. Si incontreranno dieci anni dopo, ma senza saperlo, il giorno dei funerali di piazza loggia. Lei guarda dall'altro la gente che sfila in corso garibaldi, lui arriva in treno.
La stessa sera mia madre tre strade più in là ha 12 anni e mezzo e gioca con i regali di Santa Lucia. Lo stesso mio padre, in un paese della provincia. Lui di anni ne ha tredici e fa e l'anno prossimo andrà alle magistrali. Si incontreranno dieci anni dopo, ma senza saperlo, il giorno dei funerali di piazza loggia. Lei guarda dall'altro la gente che sfila in corso garibaldi, lui arriva in treno.
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mercoledì 4 novembre 2009
riportando tutto a casa
Il rettore è amico di vecchia data di una mia amica delle medie.
Lei l'ho rintracciata su FB l'altroieri. La sua famiglia è tra le prime ad avere avviato un circolo di forzaitalia nel mio paese.
Dopo non siamo andate più tanto d'accordo. Il velo d'imbarazzo che iniziava a dividerci poi è diventato un solco alle scuole superiori. Però quando io ero un paria lei c'era. Eravamo due paria, nella brevissima stagione in cui stai per andare al liceo ma non sei più alle medie.
Io leggevo Tondelli, lei non mi ricordo.
E mi arriva questa mail in cui lei parla del Rettore chiamandolo col nome proprio. E allora io me lo immagino il rettore,sua moglie, nell'aria da nausea lombarda della domenica pomeriggio, l'autoblu che sfila davanti a casa mia (io e l'amica abitiamo nella stessa via, periferia di un paese alla periferia della provincia di una provincia ripiena di centri commerciali) e si arresta davanti alla villetta, modesta vicino al cimitero.
Il salotto reso lustro e compiuto dalla sua figura. Le pacche sulle spalle e i ricordi di coinquilinaggi all'università. Si, perchè proprio di quello si sostanzia il loro rapporto.
Il salotto per nulla pretenzioso, la camera color pesca dall'a., i gatti,il seminterrato, patria del fratello maggiore dove per la prima volta ho provato l'ebrezza del www, percorsi quasi segnati dalla una striscia luminosa di un uomo potente.
Lo stesso di cui ho interrotto una lezione, c'era da fare l'incontro con Cremagnani e Deaglio in aula III per presentare Uccidete la democrazia, c'erano cento persone a premere per la proiezione del film. Era dicembre 2006.
Lei l'ho rintracciata su FB l'altroieri. La sua famiglia è tra le prime ad avere avviato un circolo di forzaitalia nel mio paese.
Dopo non siamo andate più tanto d'accordo. Il velo d'imbarazzo che iniziava a dividerci poi è diventato un solco alle scuole superiori. Però quando io ero un paria lei c'era. Eravamo due paria, nella brevissima stagione in cui stai per andare al liceo ma non sei più alle medie.
Io leggevo Tondelli, lei non mi ricordo.
E mi arriva questa mail in cui lei parla del Rettore chiamandolo col nome proprio. E allora io me lo immagino il rettore,sua moglie, nell'aria da nausea lombarda della domenica pomeriggio, l'autoblu che sfila davanti a casa mia (io e l'amica abitiamo nella stessa via, periferia di un paese alla periferia della provincia di una provincia ripiena di centri commerciali) e si arresta davanti alla villetta, modesta vicino al cimitero.
Il salotto reso lustro e compiuto dalla sua figura. Le pacche sulle spalle e i ricordi di coinquilinaggi all'università. Si, perchè proprio di quello si sostanzia il loro rapporto.
Il salotto per nulla pretenzioso, la camera color pesca dall'a., i gatti,il seminterrato, patria del fratello maggiore dove per la prima volta ho provato l'ebrezza del www, percorsi quasi segnati dalla una striscia luminosa di un uomo potente.
Lo stesso di cui ho interrotto una lezione, c'era da fare l'incontro con Cremagnani e Deaglio in aula III per presentare Uccidete la democrazia, c'erano cento persone a premere per la proiezione del film. Era dicembre 2006.
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